La costa nord-orientale della Sardegna è un parco giochi naturale per le famiglie: fondali bassi e sabbiosi, traversate brevi, delfini veri al posto degli acquari. Ma con i bambini la differenza la fanno i dettagli: quale spiaggia, quale barca, a che ora. Questa guida raccoglie quello che le famiglie chiedono più spesso — e gli errori da non fare.
Le spiagge giuste per i più piccoli
La regola d'oro è il fondale: basso, sabbioso e senza correnti. Pittulongu a Olbia è la più comoda (parcheggio, bar, farmacia a 5 minuti) e l'acqua resta bassa per decine di metri. Porto Istana aggiunge la vista su Tavolara e le pozze tra gli scogli dove i bambini fanno 'safari' con il retino. Cala Brandinchi è la più scenografica ma richiede organizzazione: parcheggio a numero chiuso da prenotare e arrivo entro le 9. Con il maestrale forte, ripiega sulle spiagge del golfo: sempre protette, sempre calme.
Le gite in barca a misura di famiglia
L'uscita delfini nel golfo di Olbia è la vittoria facile: due ore e mezza, acque calme, tasso di avvistamento sopra il 90% e biologo a bordo che coinvolge i bambini. Dai 6 anni funziona benissimo il tour di Tavolara con sosta in spiaggia; per l'arcipelago di La Maddalena scegli la motonave da Palau: spazi ampi, bagni, ombra e persino lo scivolo. Regole d'oro: partenze mattutine (mare più calmo), giubbotti segnalati alla prenotazione e mai giornata intera sotto i 4 anni — meglio due mezze giornate.
Dove dormire con i bambini
Le famiglie si trovano meglio in due zone. Pittulongu e il lungomare di Olbia: la spiaggia sotto casa elimina la logistica quotidiana di borse, passeggini e sonnellini, e la sera il centro dista 10 minuti. Oppure il centro storico, se i genitori vogliono muoversi a piedi tra porto, gelaterie e ristoranti — con la spiaggia raggiungibile in bus o in auto. Le case vacanza battono l'hotel dai 4 anni in su: cucina per le cene lampo, lavatrice e spazi per giocare valgono più del buffet.
Gli errori classici da evitare
Primo: sottovalutare il sole sardo — l'ombra naturale nelle spiagge è rara, l'ombrellone non è opzionale. Secondo: programmare troppe escursioni; con i bambini una gita ogna due giorni è il ritmo giusto, il resto lo fanno sabbia e secchiello. Terzo: arrivare in spiaggia a mezzogiorno in agosto, quando parcheggi e caldo sono al peggio. Quarto: dimenticare scarpette da scoglio e retino — rispettivamente il salva-piedi e il miglior intrattenimento a costo zero dell'intera vacanza.